La newsletter di Ssheena non deve essere un catalogo o un comunicato stampa freddo, nè una email automatica di senza "anima".
Deve essere una voce, la stessa voce che ha scelto di chiamarsi come una canzone dei Ramones, che veste donne nevrotiche e ne fa un punto di forza. Deve essere la voce di Ssheena e di Sabrina.
Il piano che ho elaborato definisce tre tipologie di email, con cadenze e logiche distinte. Ci sono vari obiettivi: portare traffico e conversioni sull'e-commerce (aumentare le vendite è sempre l'obiettivo "master"), e costruire nel tempo una relazione reale con chi legge, così da trasformare un'apertura occasionale in un'abitudine. Chi segue Ssheena, dopo un po' deve sapere cosa aspettarsi e quando aspettarsi la newsletter.
Lista attuale: ~1.400 iscritti su Mailchimp. Open rate attuale molto basso, vediamo di fare il possibile per (a) aumentare open rate, (b) aumentare iscritti.
È la spina dorsale del piano. Esce ogni settimana, sempre. A mio avviso di Giovedì, ma vediamo se cambiare. Non è quasi mai lunga. Non cerca di fare troppe cose in una volta sola. Ha una voce riconoscibile che nel tempo diventa familiare, la voce di Ssheena, come una rubrica che si aspetta.
L'obiettivo primario è la conversione: portare traffico qualificato al sito, a instagram e verso prodotti specifici, ma il modo non è mai da volantino. Il prodotto viene mostrato attraverso un'idea, un'osservazione, una piccola storia.
Ogni settimana, da definire con Irene in base ai dati di apertura dopo i primi mesi.
They want you to stand up straight. To look like you mean business. To be somewhere, doing something, accountable to someone.
We made this one for the opposite situation. No padding, no structure that exists without you in it. The kind of blazer that looks like a decision you made rather than a uniform you put on.
It works over a dress, over nothing much, over whatever you were already wearing. It doesn't improve your outfit. It just makes it yours.
→ The blazerNot every day calls for an opinion. Sometimes you just want to get dressed and have that be the end of it, nothing that requires commitment, nothing that asks you to be interesting before you've had coffee.
This knitwear is for those mornings. Light enough to forget you're wearing it, made well enough that forgetting it is the whole point. No texture that needs explaining. No silhouette that makes a case for itself.
Just something that works. Which, on certain days, is the most sophisticated thing in the room.
→ Shop knitwearDenim is a trap.
Everyone has a version.
Everyone has an opinion.
The market is full of jeans that want to tell you something about themselves: the wash, the distressing, the very specific cultural reference they're nodding to.
We held off for a while. And then we made one pair. High waist, straight cut, no hardware that announces itself, the kind of jeans that stop being jeans after ten minutes and just become what you're wearing.
We're not saying they're better than your current ones.
But well... They might make your current ones redundant.
→ The denimLa DEEP non vende direttamente. O meglio: non vende subito. È la mail che costruisce il legame nel tempo, quella che una lettrice ricorda tra due mesi, che salva, che manda a qualcuno. È la ragione per cui rimanere iscritte anche quando non si ha intenzione di comprare niente.
Ogni mail DEEP ha un tema portante, un racconto, un riferimento culturale, una storia di produzione, la voce di Sabrina. Il prodotto può esserci, ma è quasi sempre sullo sfondo.
Formato più lungo, coinvolgente. Ssheena si racconta, racconta cosa pensa, cosa ha per la testa, cosa succede attorno a lei, cosa sta creando, cosa la tiene sveglia.
Cadenza: ogni 2–3 settimane. Nella settimana in cui esce una DEEP, a volte esce anche la weekly, a volte la sostituisce.
Alcune mail sono legate a momenti precisi: festività commerciali, ricorrenze culturali, eventi fisici di Ssheena (Spazio Ssheena), lanci. Non sostituiscono né la Weekly né la Deep — si aggiungono al calendario quando il momento lo giustifica.
La regola è una sola: Ssheena non fa la mail standard. Ogni mail di questa tipologia deve avere un angolo che è riconoscibilmente Ssheena. Mai il template rosa per San Valentino, mai il ribbon per ottobre, mai il "Buona Festa della Donna" su sfondo violetto. Se non si riesce a trovare un angolo autentico, meglio non mandarla.
Il 20 maggio è passato, ma si può costruire un aggancio "un mese dopo il Bee Day" per introdurre Cassheena e l'idea che c'è dietro. Progetto green, cascina, produzione locale. Un modo per dire: Ssheena può essere dolce, quando vuole.
Ssheena è femminismo senza fronzoli, iconoclastia per attitudine. Pride non è una bandierina da mettere sul logo: è un'occasione per dichiarare un'affinità reale. L'angolo è la libertà di essere quello che si vuole, indipendentemente da chi lo guarda.
Il rischio è il ribbon performativo. Se si presidia ottobre, l'angolo deve essere reale: una storia, un gesto concreto, non il rosa sul prodotto. Da valutare stagione per stagione in base a se c'è un'azione autentica da comunicare.
Il 25 novembre è pieno di brand che si appropriano di un tema serio per sembrare rilevanti. Ssheena può dire qualcosa di vero qui, ma solo se il messaggio è all'altezza della gravità del tema. Niente fiocchi viola, niente hashtag. Se si fa, si fa bene — o non si fa.
Dicembre è commercialmente importante. Si può fare una mail di Natale che funzioni senza essere stucchevole. L'angolo è il dono come scelta consapevole — non il "regalo perfetto per lei", ma qualcosa di più personale e meno da depliant.
Due mail consigliabili:
| Tipo | Cadenza | Obiettivo primario | Volume annuo |
|---|---|---|---|
| Weekly | Ogni settimana | Conversione / traffico e-commerce | ~52 |
| Deep | Ogni 2–3 settimane (sostituisce la Weekly) | Brand building / retention | ~18–20 |
| Event / Cultural | Su calendario | Presidio momenti rilevanti | ~12–16 |
| Totale | ~78–84 mail/anno |